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Canicola: cosa si fa per tutelare la salute dei salariati? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 21 Agosto 2011 17:31

INTERROGAZIONE

Pericolo canicola: il Consiglio di Stato che fa per tutelare la salute dei salariati occupati all'aperto e in ambienti non climatizzati?

Venerdi 19 agosto il Dipartimento Sanità e Socialità (DSS), per il tramite del Gruppo Operativo Sanità e Ambiene (GOSA) ha diramato l’allarme canicola per i prossimi tre giorni. In questo periodo d’allarme canicola l’esposizione al caldo è dannosa per la salute. Tra la popolazione vi sono alcune categorie a rischio, tra i quali i neonati, bambini piccoli, anziani, persone con malattie circolatorie e, non da ultimo, le migliaia di salariati (attivi nel settore pubblico e privato) occupati in lavori esterni.

Correttamente il GOSA nel suo comunicato stampa invita tra l’altro la popolazione a stare in casa o in zone fresche e, se possibile, in ambienti climatizzati nelle ore di maggior insolazione (tra le 12 e le 16). Viene inoltre raccomandato di evitare intense attività all’esterno nelle ore di maggior insolazione (p.es. rinviare le competizioni sportive, riorganizzare il lavoro).

Alla luce di queste raccomandazioni e della relativa documentazione sanitaria appare chiaro che svolgere delle attività lavorative a partire dalle 12 all’aperto ed in ambienti non climatizzati crea un danno alla salute per i salariati e le salariati coinvolti.

Lo Stato del Canton Ticino ha una duplice responsabilità a questo soggetto:

Quale datore di lavoro. Presso l’amministrazione pubblica e parapubblica (cantonale e comunale) lavorano alcune migliaia di salariati occupati in attività svolte all’aperto ed in ambienti non climatizzati. Il Consiglio di Stato è dunque obbligato per legge a tutelare la salute del proprio personale e deve di conseguenza mettere ogni suo dipendente nella condizione di poter tutelare la sua salute, evitando di lavorare all’aperto o in ambienti non climatizzati nel corso del pomeriggio.

Quale esecutore della Legge sanitaria del 18 aprile 1989. Questa legge ha come scopo la promozione e la salvaguarda della salute della popolazione, tramite la prevenzione delle malattie, il mantenimento ed il recupero della salute di tutti i cittadini senza distinzione di condizione individuale e sociale. Di conseguenza il Consiglio di Stato è tenuto ad agire affinché le migliaia di salariati occupati nel settore privato (edilizia, agricoltura, ecc.) non debbano mettere a repentaglio la propria salute, lavorando all’aperto ed in ambienti non climatizzati.

Si potrebbe aggiungere una terza responsabilità del Consiglio di Stato: egli è uno dei più importanti committenti del settore edile, settore in cui per antonomasia si lavora all’aperto. Dunque il Consiglio di Stato dovrebbe e potrebbe obbligare le imprese a cui ha appaltato dei lavori all’aperto ad interrompere il lavoro durante il periodo di canicola.

Alla luce di queste considerazioni chiedo al Consiglio di Stato attraverso quali misure immediate e concrete intenda, in questi giorni, adempiere ai propri obblighi di datore di lavoro e di esecutore della Legge sanitaria in relazione alla messa in pericolo della salute dei salariati occupati all’esterno ed in ambienti non climatizzati durante il periodo di canicola.

Matteo Pronzini, deputato MPS-Partito Comunista

 

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