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Intervento: "...stiamo raccogliendo i primi successi" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Brignoli   
Martedì 12 Novembre 2013 00:23

Compagne e compagni,

non mi era mai capitato d'essere il decano d'un gruppo, ma quando t'accorgi che sovente partecipi a riunioni di Comitato Cantonale in cui devi sommare a due a due l'età dei partecipanti per raggiunger la tua, ti devi arrendere alla dura realtà, ammettendo che la gioventù è ormai un bel ricordo. Divieni però contemporaneamente felicissimo, rendendoti conto d'essere membro d'un partito che con così tanti giovani gode d'una salute assolutamente invidiabile. Un'esperienza unica per me quella d'essere integrato in modo assolutamente esente da qualsiasi conflitto generazionale in un gruppo così giovane, vera dimostrazione che laddove il comunismo sia vissuto in modo coerente le differenze non sono importanti, importante è unicamente la volontà di raggiungere gli obiettivi che sono quelli del partito. Un grande privilegio il mio che mi permette di stare lontano da quello che Lenin in Stato e rivoluzione descriveva come “L’opportunismo oggi dominante che educa il partito operaio in modo da farne il rappresentante dei lavoratori retribuiti, che si staccano dalle masse, "si sistemano" abbastanza comodamente nel regime capitalistico e vendono per un piatto di lenticchie il loro diritto di primogenitura, rinunciando cioè alla loro funzione di guida rivoluzionaria del popolo nella lotta contro la borghesia.”  È la freschezza di pensiero di questo gruppo di giovani compagni che mi permette di vedere la realtà non con il filtro di chi s'è ormai adeguato ma con quello di cerca un mondo nuovo, giusto e virtuoso, che è l'aspirazione ultima d'ogni vero comunista.

Compagne e compagni, la società capitalistica ci offre una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa. Noi abbiamo, nel regime capitalistico, lo Stato nel vero senso della parola, una macchina studiata per la repressione di una classe da parte di un’altra e per di più della maggioranza da parte della minoranza. Un abominio che dobbiamo far cessare al più presto, e disporre delle energie dei giovani è fondamentale per raggiungere il nostro nobile obiettivo. Lenin descriveva il centralismo democratico come "libertà di discussione, unità d'azione". Ebbene mai come negli anni d'appartenenza al Partito Comunista ticinese ho visto, per dirla con Mao Tze Dong, un partito disciplinato, armato della teoria marxista-leninista, solito a praticare l'autocritica e legato alle masse popolari.

Compagne e compagni, il partito in Ticino, dopo anni di colpevole sonnolenza, sta raccogliendo i primi importanti successi con al timone il compagno Segretario politico Massimiliano Ay. Non dobbiamo però accontentarci. Dobbiamo umiliare la nostra alterigia, criticare costantemente i nostri difetti, il lavoro  che ci resta da compiere è immane se vogliamo il successo e governare questo cantone. Mai ci si deve dimenticare che un comunista deve essere franco e schietto, devoto e attivo, considerando prioritari gli interessi della causa rivoluzionaria, essendo tra e con il popolo. Chiedo dunque a tutti i compagni unità e rispetto rigoroso delle direttive del partito, conditio-sine-qua-non per poter continuare e portare a buon fine la battaglia anti-borghese ed anti-capitalista che con successo stiamo svolgendo.

Compagne e compagni, ricordiamocelo sempre “I proletari non hanno da perdervi altro che le proprie catene. Da guadagnare hanno un mondo”, ed è nostro dovere imprescindibile è dare il mondo al popolo!

 

 

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