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Intervento: "...sulla situazione economica e l'austerità" PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Lucchini   
Martedì 12 Novembre 2013 19:51

 

Care Compagni, Cari Compagni,

La situazione politico-economica in cui il Partito è spinto ad agire è di un ritorno ad una forte pressione verso le fasce più deboli della popolazione ma che coinvolge anche quello che comunemente viene chiamato il “ceto medio”.

È ormai evidente come in Occidente riecheggia la parola “austerità”: si usa l’espressione “austerità” per qualcosa che è severo, rigido, rigoroso.  Ma rigoroso per chi? Compagne e Compagni, l’austerità nella declinazione d’oggigiorno, non ha un significato universale, non tutti stanno pagando la crisi, l’austerità è invece esclusivamente la richiesta di rigore ad una determinata classe sociale.  Se in Svizzera il 10% più ricco possiede il 70% della ricchezza nazionale e se questa percentuale è in continuo aumento, vuol dire che una piccola parte della popolazione sta vivendo sui sacrifici di un’altra, grande, parte della popolazione.

Ed il Ticino, Compagne e Compagni, non fa eccezione! Le linee politiche attuali e future rappresentate dal Preventivo 2014 del Governo sono semplicemente il riflesso degli stessi diktat dell’Unione Europea che stanno già portando alla fame milioni di persone in tutta Europa.

Un Preventivo del Governo “lacrime e sangue”, il quale vuole aumentare le tasse indirette (quelle cioè che poveri e ricchi pagano in egual misura), tagliare sui servizi pubblici, sulla sicurezza sociale, sulla scuola, proponendo la svendita dei beni culturali, mentre dall’altra parte ci si gonfia le tasche, spingendo verso l’amnistia fiscale e la diminuzione delle imposte nonché attraverso favori agli amici degli amici tramite i mandati diretti.

Come Partito Comunista dobbiamo intensificare l’impegno contro le politiche neoliberiste continuando il lavoro propositivo fatto fino ad ora e così mostrarci come un’alternativa alla popolazione. Dall’ultimo Congresso, di due anni fa, il Partito è riuscito ad elaborare proposte concrete, scaturite dall’analisi oggettiva della società.

È grazie ad un lavoro di analisi, che si è deciso di concentrarsi sul tema della disuguaglianza sociale nel nostro paese, proponendo la Tassa dei Milionari. Con la Tassa dei Milionari ci si è voluti concentrare principalmente su quello che è l’elemento principale delle disuguaglianze in Svizzera: la disuguaglianza patrimoniale. La tassa dei Milionari è un’imposta patrimoniale che colpisce solo una piccola parte di privilegiati a favore della collettività. Solo in Ticino questa Tassa permetterebbe di coprire l’intero Deficit Cantonale e racimolerebbe i fondi necessari per investimenti mirati, ad esempio a favore di migliori condizioni di lavoro dei giovani apprendisti.

In futuro dovremo continuare a ribadire questo genere di politiche: politiche che rigettano l’idea della simmetria dei sacrifici, troppo spesso decantata anche dalla Socialdemocrazia locale, ma che invece individuano chiaramente i soggetti da colpire.

Un’altra campagna, che ci ha permesso di distinguerci e ci ha permesso di stare molti giorni sul territorio accanto ai lavoratori impiegati nel settore bancario, è quella della crisi della piazza finanziaria di Lugano. Lo scopo di questa campagna è stata quella di sensibilizzare i lavoratori di questo settore fortemente soggetto alle sue stesse contraddizioni strutturali, notoriamente poco sindacalizzati, ai rischi che intercorrono in questo periodo, al problema di ri-inserimento di questi lavoratori una volta licenziati ed è servito a diffondere la visione di un sistema bancario e creditizio che faccia della sostenibilità e del soddisfacimento dei bisogni della popolazione la sua ragione d’essere. In questo senso il Partito propone la costituzione di una holding bancaria di proprietà nazionale, detentrice di almeno il 41% delle azioni delle altre banche distribuite sul territorio.

Accanto a queste due campagne, su cui il Dipartimento Economia del Partito ha deciso di puntare in questi due anni, non sono mancate le prese di posizione riguardanti temi concreti. Dopo che per molto tempo in passato il Partito era considerato l’ala sinistra goliardica e nostalgica del Partito socialista, vedere un Partito Comunista capace autonomamente di criticare costruttivamente anche le posizioni che vengono dalla Socialdemocrazia o dai Verdi, è sinonimo di vivacità ma anche di una raggiunta auto-determinazione, che fanno certamente ben sperare per il futuro. In questo senso basti pensare al non appoggio al salario minimo dei verdi, al No al cambio 1.2 Franco-Euro e al sì critico all’iniziativa 1:12.

Per il prossimo futuro è pronto da presentare a tutte le compagne e i compagni e a tutta la popolazione il Piano Anti crisi del Partito Comunista. Questo è un insieme di politiche economiche e sociali allo scopo di risollevare la popolazione dal peso della crisi, da mettere in contraddizione al Preventivo 2014 e a tutte le future politiche della destra economica del Paese. Parlare adesso di questo piano risulterebbe un pò lungo, ma prometto che lo farò al più presto a partire da tutte le sezioni. Questo piano è composto da alcuni temi principali, dal lavoro, alla socialità, dalla fiscalità all’ecologia, dal rapporto con le aziende ed il sistema bancario a quello con l’UE e al frontalierato. Ognuno di questi temi presenta un’analisi della situazione e tutta una serie di misure allo scopo di migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle lavoratrici e dei lavoratori e rilanciare in senso sociale e sostenibile l’economia. Una priorità di questo piano sarà quello di una maggiore progressività del sistema fiscale, partendo dalla sostituzione di ogni tassa indiretta, con un indice che tenga in considerazione la situazione reddituale e patrimoniale di ogni famiglia.  Un'altra punto fondamentale sarà la contestualizzazione alla realtà Svizzera del modello di determinazione dei prezzi dei medicinali Kiwi, proposta anche dal Partito del Lavoro in Belgio e in vigore in forme diverse in Nuova Zelanda e Olanda. Con questo sistema, basato su un meccanismo di aste pubbliche, sarà possibile avere medicamenti di qualità a prezzi popolari, con prezzi non imposti dalle lobby e dalle multinazionali farmaceutiche che speculano sulla salute dei cittadini.

Bisogna essere coscienti che la crescita del Partito è legata alla crescita e alla formazione di tutti i quadri del Partito ed i militanti. Per questa ragione ritengo di vitale importanza intensificare la formazione dei militanti allo studio dell’economia marxista.

Viva il Partito Comunista!

 

 

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