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Intervento: "...sottolineare l'importanza della questione pacifista" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio Micheli   
Martedì 12 Novembre 2013 19:55

 

Care compagne, cari compagni,

in generale ho condiviso l'impostazione del documento congressuale proposto dalla Segreteria. Devo però ammettere che man mano che andavo avanti con la lettura, ero sempre più ansioso di trovare quel passaggio che avrebbe sottolineato l'importanza capitale della questione della guerra e, rispettivamente, della questione della pace. La minaccia attuale alla pace mondiale è un dato reale e allarmante, comprensibile alla luce di analisi neanche troppo complesse. Sembra quasi ovvio; troppi elementi nello scacchiere combaciano in maniara inquietante a scongiurare quella che sarebbe la naturale implosione del sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.

L'Occidente è finito, a livello produttivo non compete più e non riesce più ormai a depredare risorse come faceva un tempo. Al di là dell'emergere di un mondo multipolare, non possiamo che ammettere il ruolo centrale giocato dalla Cina nell'accelerare questo declino. Una Cina che – mentre l'Occidente nella quasi sua interezza è in realtà già in recessione se non in fallimento o in collasso progressivo (come è il caso dell'Impero americano) – cresce a ritmi vicini al 10 % annuo: Il che significa che ogni 5 anni noi abbiamo davanti una Cina e mezzo rispetto al lustro precedente. Se noi ancora pensiamo che ci siano risorse in abbondanza sul pianeta per soddisfare “noi” e loro ci sbagliamo. E se pensiamo che l'Occidente e l'Impero in primis accetteranno la situazione che si verrà a creare nel giro di pochi anni (!!!) ci sbagliamo doppiamente. In un mondo finito, dove la dottrina del capitale propugna da secoli un innaturale sviluppo infinito, in un mondo dove le principali risorse si stanno rapidamente esaurendo e nel quale un nuovo gigante è sorto a pretendere la sua parte di sviluppo; la guerra non è probabile, è inevitabile.

Non è un mistero che l'11 di settembre del 2001 si posero le basi per l'accelerazione dello sviluppo tecnologico americano nell'ottica di un rapido riammodernamento delle forze armate per essere preparati ai conflitti futuri e preparati ad affrontare e vincere guerre su più fronti su scala planetaria. Dalla guerra di Jugoslavia (ed in particolare dall'invasione dell'Afghanistan) ad oggi abbiamo assistito ad un banale quanto barbaro e genocida riscaldamento. Le guerre a cui abbiamo assistito non rispondono semplicemente ad interessi economici e di depredazione di risorse; corrispondono in primo luogo a chiarissimi obiettivi geostrategici di avvicinamento alla Cina ed ai sui alleati.

--> Da qui l'importanza di costruire un movimento di pace europeo che sappia essere così forte da vedersi prevalere nel Vecchio Continente. Perché se l'Europa non seguirà l'Impero nella sua lucida follia di una guerra planetaria senza uscita, allora le cose potrebbero cambiare.

Da sempre i comunisti hanno voluto la pace e hanno combattuto le guerre di brigantaggio imperialiste. Per la pace i comunisti sono sempre stati in prima linea! Nonostante le nostre modeste possibilità, sarebbe tuttavia imperativo riuscire ad egemonizzare un movimento di questo tipo (anche attraverso organizzazioni parallele che operino per nostra mano), in modo da scongiurare che forme di lotta così importanti evolvano in un pacifismo buonista e piccolo-borghese privo di carattere anti-imperialista!

 

 

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