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Intervento: "...nuovo slancio al movimento giovanile" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marin Mikelin   
Martedì 12 Novembre 2013 20:24

Care compagne e cari compagni,

è un piacere vedervi così numerosi questo 22° Congresso del Partito Comunista.

Dal 2011 sono membro del Comitato Cantonale ed impegnato principalmente nelle attività del Dipartimento comunicazione del partito. Posso dirmi soddisfatto del lavoro svolto da tutte le compagne ed i compagni in questi 2 anni; siamo stati in grado di esprimerci e prendere posizione su un gran numero di temi di carattere regionale-cantonale-nazionale ed internazionale, organizzare attività, far rinascere l’Inchiostro Rosso sotto una nuova veste quella di PoliticaNuova e mantenere una costante presenza sui media. Abbiamo un ottimo gruppo di lavoro che giorno per giorno cresce di esperienza e formazione e dà una costante spinta innovativa al partito. Grazie a questo gruppo e a l’impegno di tutti i militanti non può che pararmisi davanti agli occhi un ottimo avvenire per i comunisti della Svizzera Italiana.

L’avvenire del nostro partito è però anche da ricercare nei nostri giovani, membri o simpatizzanti della Gioventù Comunista. Nessun altro partito ticinese può vantare un movimento giovanile così ampio.

Negli ultimi anni le attività e l’affluenza di nuovi giovani sono però calati come la presenza sul territori di essi. Questo dato è per me allarmante e vanno prese delle misure per far si che i giovani abbiano la possibilità di entrare in contatto con la Gioventù Comunista e si possano riconoscere negli ideali e nelle attività da essa propugnate.

Il gruppo di anarchici/anticapitalisti denominato “Scintilla” riesce attraverso la diffusione di una loro immagine “aggressiva” di “gruppo combattente contro le multinazionali e la borghesia” ad attirare molti giovani che attraversano quella fase rivoluzionaria nella quale cercano l’azione e lo scontro con il sistema e le autorità. Questo gruppo è cresciuto velocemente grazie soprattutto alla presenza di vari loro membri nelle tifoserie ultra di Ambrì Piotta, la GioventùBiancoBlu, e del ormai ex-AC Bellinzona, i ragazzi della B’zone. La Gioventù Comunista non può contare su un tale bacino e non dico che questa sia una soluzione.

Io vedo principalmente due problemi che vanno risolti: la presenza e la comunicazione. Come organizzazione giovanile la GC deve essere più presente sul territorio organizzando più attività di vario genere e non solo di formazione. Bisogna riuscire ad avere un apparato in grado di mobilitare un nutrito gruppo di persone disposte a manifestare o prendere parte ad altri tipi di attività in breve tempo ed essere facilmente reperibili.

Bisogna farsi vedere;  un ottimo esempio è stata l’azione su Piazza del Sole a Bellinzona con lo striscione NO GUERRA durante il sit-in contro l’intervento militare il Siria. Anche questo tipo di azioni devono essere una prerogativa della Gioventù Comunista e non solo una blanda presenza alle manifestazioni e la pubblicazione di comunicati stampa.

La questione della comunicazione tocca principalmente i contenuti dei comunicati. Sappiamo che uno dei principali problemi che hanno allontanato la massa proletaria dagli ideali del marxismo e del comunismo è stato l’inserimento di queste dottrine in ambienti intellettuali che hanno prodotto materiale di difficile comprensione per la classe operaia. Trovo che lo stesso accada con i comunicati della Gioventù Comunista; bisogna cercare di utilizzare una lingua di facile comprensione per tutti e non solo per una élite se no si fa lo stesso gioco del nostro attuale sistema di istruzione che avvantaggia unicamente chi dimostra già a 12-13 anni (!!) una certa propensione per lo studio.

Questi sono gli elementi che secondo me possono dare una spinta positiva al futuro della GC.

 

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