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Precariato e dumping alla RSI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 05 Agosto 2014 22:39

E’ risaputo che alla RSI l’utilizzo di manodopera precaria e con retribuzioni inferiori al CCL aziendale è pratica estesa e ricorrente. Lo stesso direttore Canetta, ad inizio anno in una presa di posizione al portale Liberatv ha ammesso che esiste un problema nel rapporto tra ditte esterne ed RSI. Una recente inchiesta realizzata da Michele Andreoli e promossa dalle organizzazioni sindacali del settore, Associazione Ticinese dei Giornalisti (Impressum), Sindacato Svizzero dei Mass Media e Syndicom e resa pubblica nel mese di maggio 2014 lo ha confermato con dati inequivocabili. Sulla problematica ultimamente è intervenuto anche il Seco invitando ad un rispetto delle disposizioni legali.

Come indicato nella citata inchiesta “Paradossalmente, la RSI, l’impresa mediatica che offre le condizioni migliori al proprio personale, è anche quella che indirettamente provoca le situazioni più discutibili a livello di condizioni di lavoro nel settore dei media ticinesi. La RSI infatti, oltre a far capo al proprio personale, impiega dipendenti di altre ditte, i cosiddetti “service provider” o ditte esterne, sia come personale in prestito, sia appaltando lavorazioni.
Le modalità con cui è regolato l’utilizzo di queste prestazioni sono all’origine della situazione di precariato più estesa nel settore dei media ticinesi.”

Soprattutto nelle professioni tecniche quali cameraman, fonico, montatore, videomaker e regista monocamera il personale esterno supera il personale interno (rapporto 3 esterni e 2 interni).

Si tratta il più delle volte di personale che da oramai molti anni lavora per la RSI tramite agenzie esterne, con contratti annuali a catena, senza aver la possibilità di stabilizzare la propria situazione contrattuale. Inoltre questi rapporti di lavoro triangolare (RSI, agenzia esterna, lavoratore) sono su chiamata con un generico numero (non più di 100) di giorni di lavoro garantiti all’anno. Sia i contratti a catena che su chiamata sono sanzionati dalla giurisprudenza.

A livello di condizioni d’impiego i risultati dell’inchiesta attestano che complessivamente la retribuzione lorda non si discosta molto dai minimi garantiti dal Codice delle obbligazioni e dunque molto inferiore dal CCL aziendale. Sommando l’occupazione a tempo parziale imposta e le differenze tra contenuti del Codice delle Obbligazioni e CCL si arriva, ad esempio per un cameraman ad una differenza di 21'000 franchi annui.

Una situazione di precarietà e dumping uguale a quanto, sempre più sovente, veniamo a conoscenza anche grazie ai servizi giornalistici della RSI.
Una situazione di precarietà e dumping che contraddice il mandato di servizio pubblico conferito alla RSI dall’autorità politica.
Una situazione di precarietà e dumping che chiama in causa anche il Consiglio di Stato considerato che esso partecipa alla Corsi e ai suoi organismi; esso ha inoltre delle chiare responsabilità quale organismo di controllo e tutela delle condizioni di lavoro delle salariate e dei salariati occupati nel Canton Ticino.

Con la presente interrogazione chiedo dunque al CdS:

1. Se ha analizzato e discusso la problematica del dumping e del precariato presso la RSI ? Quale sono le conclusioni a cui è giunto?

2. Se ha discusso con i propri rappresentanti negli organismi della Corsi affinché la RSI concluda con queste pratiche che producono precariato e dumping assumendo e garantendo a tutto il personale che opera per la RSI (interno od esterno) le condizioni contenute nel CCL aziendale?

3. A che punto sono le discussioni tra RSI e ditte esterne sui punti critici, cosi come indicato dal direttore Canetta in data 17.02.2014 a Liberatv?

4. Se la commissione tripartita ha aperto un dossier sulle dinamiche contrattuali e salariali nel settore dei media e della RSI in particolare? Se ha potuto constatare delle situazioni di dumping? Quale è la strategia che la commissione tripartita intende adottare per impedire che in questo strategico settore continui una situazione di precarietà e dumping?

Matteo Pronzini, deputato MPS-Partito Comunista

5 agosto 2014

 

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